Sai già che ti piacerebbe. Non sai da dove si comincia.
Nessuno in sala è lì per giudicarti. Guarda il video e capisci se è il posto giusto per te.
E se bastasse una sera alla settimana per non passare più le feste seduto al tavolo?
A questo pensiamo noi. Alla prima lezione capiamo da dove parti e ti mettiamo nel gruppo più adatto, così non ti ritrovi né troppo avanti né troppo indietro rispetto agli altri.
Trovato il tuo posto, entra in gioco il metodo: è da qui che comincia il cambiamento.
Iana ha passato anni in accademia e sulle pedane internazionali, ed è lo stesso metodo che usiamo in sala, smontato pezzo per pezzo per chi parte da zero. Ogni figura viene divisa in movimenti piccoli e ripetuta finché il corpo la fa da solo. Quando torni la settimana dopo non riparti da capo: riconosci quello che hai già provato e ci costruisci sopra. I primi progressi arrivano dopo poche settimane.
Ma un buon metodo non basta, se l’ambiente in cui lo vivi non è quello giusto. Per questo i gruppi restano piccoli: massimo 15 coppie. È l’unico modo perché l’insegnante possa passare da ognuno di voi, guardare come vi muovete e correggervi uno per uno, invece di andare avanti lasciando indietro chi fa più fatica.
Vieni da solo? Entri in un gruppo di persone che, come te, hanno scelto di dedicare una sera alla settimana a qualcosa che le fa stare bene. Le lezioni ruotano tra i partecipanti, quindi in poche settimane li conosci tutti. Con il tempo quei volti sconosciuti diventano familiari.
Vieni in coppia? Quell’ora di lezione diventa solo vostra: lontano dal lavoro e dalla solita routine. Dedicate del tempo ad ascoltarvi, coordinarvi e ritrovare la complicità che i giorni normali tendono a mettere in secondo piano.
Basta una sera alla settimana. Per imparare a ballare, per avere un’attività tua da fare fuori casa, e per arrivare alla prossima festa senza cercare la sedia più vicina.
Dall’accento avrai già capito che toscana non sono. Sono nata in Moldavia e a quattordici anni mi sono trasferita in Italia da sola, per studiare danza di coppia in accademia.
Da lì sono arrivati anni di allenamenti, di gare e di pedane internazionali, fino al terzo posto ai Campionati del Mondo.
Poi ho fatto una scelta: portare quel metodo fuori dal mondo delle competizioni e metterlo a disposizione degli adulti. Di tutte quelle persone che il ballo lo amano, lo guardano, e restano ferme per un motivo solo: nessuno gli ha mai spiegato come si fa.
Le lezioni ruotano, quindi ballerai con tutti, e dopo qualche settimana il gruppo si riconosce, si aspetta e si scrive anche fuori dalla sala. Chi arriva da solo trova amici. Chi è in coppia trova altre coppie con cui uscire.
Le incertezze che senti tu le sta sentendo, nello stesso momento, la persona che hai accanto. Che tu stia muovendo i primi passi o riprendendo dopo anni, nel tuo gruppo nessuno è più avanti di te. Ed è per questo che l’imbarazzo si scioglie molto più in fretta di quanto immagini.
La gestualità non resta in sala. Te la porti nelle serate, ai matrimoni, nei momenti in cui prima ti tiravi indietro. Ti muovi in modo diverso e lo notano gli altri prima di te.
Non ti mettiamo in un gruppo e ti lasciamo lì. Con i numeri piccoli l’insegnante ha il tempo di guardare come ti muovi, correggerti e tornare indietro con te se sei rimasto un passo dietro.
Puoi continuare a guardare le serate degli altri scorrere sullo schermo, mentre le tue restano uguali a quelle dell’anno scorso.
Oppure puoi dedicare un’ora a settimana alla sala e, alla prossima festa, essere tu quello che si alza per primo.
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